giovedì 6 settembre 2012

Riannodando fili

Ho scoperto che ci sono persone che non conoscono Alexanderplatz. La canzone, dico. Per esempio I. (trattasi di un giovane virgulto, nonché promettente bloggista, di cui tacerò il nome perché mi sta estremamente simpatico). Quelli che invece la conoscono e magari l’hanno cantata mille volte, forse ne ignorano l’origine. 
La prima persona ad inciderla, infatti, non fu Milva ma, con un testo proprio, Alfredo Cohen. Uomo di spettacolo, tra i fondatori del F.U.O.R.I. (Fronte Unitario Omosessuale Rivoluzionario Italiano), Alfredo Cohen pubblicò nel 1979 un 45 giri che conteneva la primissima versione di Alexanderplatz, con il titolo di Valery (musica di Franco Battiato, arrangiamento di Giusto Pio).



Ecco il testo della canzone, che copio da qui.

Dolce amore, chi ti offende? Chi non sa il mio baciare il nastro
chiaro della tua bocca, limpido, quando ci conoscemmo sotto l'albero
bianco di Natale.
Piazza colma delle arance: il tuo sorridere nella vetrina dei regali,
il tuo mangiare un pezzo d'aria per darmene un poco, il tuo fissarti
sulle labbra e restarci appiccicato...

Chi ti punge porta lo spino acre e freddo dell'invidia:
non ha giornate, non ha pensieri,
non ha inverno, non ha stagioni.
Per te estate è come dire "in autunno sono andato con i grappoli,
con le uve, con le foglie, con la vendemmia...": non sono preparato!
Mi fermo più volte a guardarti coi miei occhi di ragazzo invecchiato.
Valery... Valery!
Valery, i tuoi occhiali alla Minnelli... il rimmel t'è riuscito sui
tuoi occhi di quindicenne.
Sei un tipo molto allegro! Sai che d'inverno si vive bene come di
primavera?

La bidella ti fa ripetere una lezione troppo antica:
mi piace di più lavare i piatti, spolverare, fare i letti,
poi starmene in disparte come vera principessa prigioniera del suo
film
che aspetta all'angolo con Marleen...
Hai le borse sotto gli occhi tuoi di Liz Taylor e suoni Schubert.

Valery, la solitudine ha le ore troppo corte:
noi saremo catturati, tra poco, dal dio crudele
che alza i cieli per sapere se i ragazzi
hanno scippato la 'femme' nella salumeria
o sognano di arricchirsi sfuggendo alla loro età da quattro soldi.
Sì, sì, proprio così!
Valery, la tua giornata a Napoli, la tua sega,
Valery, il tuo playback,
Valery, la tua vittoria,
Valery...
Sei un ragazzo molto in gamba! Sai che d'inverno si vive bene...
Valery... Valery!

E chi è questa Valery? È lei, Valérie Taccarelli: 



Chi volesse approfondire può cliccare qui e qui.

4 commenti:

  1. Questa canzone mi è sempre piaciuta tanto. Sa di amori, di lontananze, di protezione, di tante cose bellissime...

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  2. Immagino che ti riferisci alla canzone di Battiato. A me piace anche il testo di Cohen (alcuni versi peraltro restano identici nella versione definitiva). C'è tutta un'epoca lì dentro.

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  3. Sí infatti. C'é l'amore che è piú forte anche di stupidi confini geografici creati dalle menti perverse degli uomini. Barriere visibili e invisibili che separano causando dolore e sofferenza. Come anche certe convenzioni e pregiudizi. Buongiorno...e grazie...

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  4. Vero. A ben vedere, l'argomento generale è proprio lo stesso.

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