sabato 9 giugno 2012

Ma quanto siete perversi?

Questo post del blog Eros su El País di qualche giorno fa mi sembra stimolante, perciò lo traduco e lo riporto qui. E voi che ne pensate?

Come tanti altri figli della sinistra degli anni Settanta, ho avuto la fortuna di crescere in una casa progressista, piena d’informazioni sul sesso per i piccoli. Però, più che nell’onda hippy, mi piace pensare che l’origine di tanto progressismo si trova senza dubbio nella mia famiglia materna, nel suo atteggiamento aperto e spregiudicato nei confronti del sesso.
Mio nonno - sessualmente attivo a ottanta e più anni, per la disperazione di mia nonna - ripete da decenni una massima che non ha imparato né a scuola né con i predicatori della sessualità positiva di San Francesco, bensì grazie alla saggezza popolare basata sul rispetto della differenza: “Ognuno fa del suo culo un vaso di fiori e ci mette il fiore che gli piace di più”.
Ogni volta che penso alle perversioni, mi ricordo della massima di mio nonno e mi rallegro del coraggio di alcune persone, capaci di essere coerenti con i propri desideri, per strani che possano sembrarci: quelli che cercano informazioni per apprendere e per incontrare i propri simili, quelli che un bel giorno si decidono a parlarne senza paura e trattano sulle proprie fantasie alla ricerca del consenso, quelli che non si fermano finché non sono sé stessi.
La perversione è un concetto-ombrello sotto il quale si raggruppano tutti i comportamenti sessuali umani che non aderiscono alla norma sessuale di una data epoca - istinti sessuali eccessivi, ridotti o deviati - e che si cominciò a utilizzare in psicologia per descrivere l’omosessualità e altri “disturbi” dell’istinto sessuale come il sadismo, il masochismo o il feticismo. Se volete approfondire la storia di questa idea, vi consiglio il brillante saggio del filosofo Arnold Davidson, L'emergenza della sessualità. Epistemologia storica e formazione dei concetti (Quodlibet, Macerata, 2010). Astenersi allergici a Michel Foucault.
Nella nostra epoca, sarebbe politicamente corretto chiamarle “parafilie”, termine che viene dal greco παρά (oltre, al margine di) e φιλία (amore), e definirle come fantasie, impellenze o comportamenti tra persone adulte, fisicamente sane e consenzienti, marcate da un interesse sessuale potente e persistente per attività che non sono la copula né i preliminari, ma spesso oggetti, attività o situazioni inusuali. Il concetto è ancor più ampio e segnala le possibili conseguenze negative di questi comportamenti, ma siccome siamo a favore della cancellazione delle parafilie dalla lista dei disturbi mentali, vi risparmiamo il resto.
Se partiamo dalla semplice descrizione del fenomeno, non è necessario assumere un atteggiamento eccessivamente confessionale per affermare con onestà che tutti siamo un poco aberranti, deviati, insomma, pervertiti. Lei, preferisce vedere sua moglie in collant, giarrettiera e reggiseno invece che nuda? Perverso! A lei piace succhiare le dita dei piedi del suo fidanzato? Perversa! Vi piace da matti mordere o essere morsi? Perversi! Non c’è niente che vi ecciti di più che essere trattati come un bambino o una bambina che si sono comportati male? Vi piace masturbarvi con scarpe da ginnastica usate? Le piace essere utilizzato come tavolo per il salotto? Perversi, perversi, perversi!
 
Solo quelli che limitano la propria vita sessuale alla routine di un bacio e tre carezze come prologo all’apoteosi del “missionario”, possono dormire tranquilli e annoiati con il loro specchiato esercizio e la loro difesa della normalità e rivolgere a noi, altri mortali, un’occhiataccia... di pura invidia, suppongo.
 
È così divertente essere un pervertito che, da molto tempo, nella lingua anglosassone - una cultura che sicuramente ha molto da insegnarci in materia di perversioni - l’abbreviazione “pervy” si utilizza comunemente nella grande famiglia dei pervertiti come un termine positivo che riafferma e difende la singolarità della sua natura. In inglese, essere “kinky” è un complimento. 

Il fatto è che ci sono perversioni “alla vaniglia” ed altre, diciamo, più pittoresche. E la reazione di ognuno davanti a una determinata perversione è assolutamente soggettiva. Io, per esempio, non potrei mai stabilire una relazione con una persona che fosse feticista dei piedi, perché mi dà fastidio che me li tocchino e la sola idea di qualcuno che me li succhi mi fa rizzare i capelli. Tuttavia, quando relativamente pochi anni fa scoprii di avere un accentuato feticismo per gli indumenti intimi femminili, sconosciuto fino ad allora, mi lanciai a capofitto, stupita e felice, a coltivare il mio nuovo tesoro.

Cos’abbiamo in comune un esaltato delle statue, dei manichini e dell’immobilità in generale (agalmatofilia) ed io con il mio gusto per gli indumenti intimi femminili? Beh, tutto: ognuno nutre il suo feticcio senza recare danni al prossimo, abbelliti del fiore che più ci piace.

Per me che sono gay la questione è superata ormai da anni: ogni giorno, non passa un solo minuto senza che qualcuno o qualcosa mi ricordi quanto sono pervertito. Perché è evidente che se la norma sessuale sono, come afferma l’autrice del post che avete appena letto, un bacio, tre carezze e poi il missionario (come stereotipo di rapporto eterosessuale), io mi trovo non dico agli antipodi, ma certamente molto lontano da lì. E sono incuriosito (pur senza averle mai provate) da alcune pratiche sadomaso leggere (perché credo che in me il confine tra piacere e dolore sia, a volte, molto sottile) e dalla relazione dominante/sottomesso.
E voi? Che rapporto avete con ciò che solitamente chiamiamo perversioni? Avete qualche fantasia, soddisfatta o no, che non rientra precisamente nella norma che qualcuno ha previamente stabilito per voi?

13 commenti:

  1. Parafrasando il Magnifico: chi vuol esser perverso, sia! Conosco un solo limite, il rispetto della persona altrui, per il resto non mi faccio mancare niente, o quasi. Come dichiaro, impenitente, nel mio blog.

    Fantasia insoddisfatta: mi eccita pensare la donna mia alle prese con più maschi allo stesso tempo. Credo che anche in questo caso i benpensanti avrebbero da ridire.

    :)

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    1. È una fantasia bellissima. Di solito le gangbang sono le scene del porno etero che prediligo.

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  2. Io non so dire se siano perversioni, in quanto credo non ci sia nulla di così perverso quando adulti consenzienti decidono di frugarsi nelle mutande.
    E penso anche, che perfino i benpensanti abbiano fantasie recondite che non soddisferanno mai o che comunque attuano fuori dalla propria sfera sociale.
    Tant'è che spesso si recano fuori paese, città, regione per fare tutto ciò che potrebbero fare più vicino.
    L'anonimato è complice anche in questo

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    1. Sì, sono d'accordo. Per questo forse, più che di perversioni, dovremmo parlare di parafilie, come suggerisce l'articolo, o di cazzi propri, come il buon senso indica. ;-)

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    1. Uh, allora siamo almeno in due!

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  4. La lista sarebbe troppo lunga e il commento mi pare che un limite di caratteri. :P
    Sono quasi tutte fantasie e basta (non soddisfatte) e di molte mi va anche bene che restino tali. Un conto è l'idea eccitante, un conto è viverla in prima persona (es: sm hard)
    Dovendone citare una sola: le manette. Provate con una mia ex (quando pensavo di essere etero), il fatto di sentirsi in balia del partner, lasciare che conduca il gioco é piuttosto eccitante.
    Bella l'ultima frase dell'articolo in cui mi ritrovo molto: se non fai del male a nessuno (te compreso), che problema c'è?

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    1. Beh, ma le manette non sono hard, quelle le potresti mettere in pratica (ricordati la parola d'ordine per smettere!). ;-)
      È proprio così: non c'è nessun problema.

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    2. Infatti, le manette sono soft e anche piacevoli, è l'hard che mi spaventa ! :P

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    3. Tipo cera e sangue?

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    4. Anche :) (la cera non mi attira, anche se il dolore è relativo e i danni risibili...)
      Ma anche electrocution, fisting (che non farei MAI), e ball torture...
      (mi faccio paura da solo a sapere i nomi di certe cose... ;)
      Comunque ti dicevo, sono solo fantasie :)

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  5. Una mia fantasia è quella di leccare il mio sperma addosso a una donna

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    1. Io che sono un adoratore dello sperma e in questo momento non posso suggerne neanche una goccia, non posso che ammirare questa tua fantasia.

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