venerdì 18 maggio 2012

Latte arrosto

Adesso che mi hai infilato lo spiedo dal culo su su per le viscere, fino a farlo uscire dalla bocca, gira la manovella e che le fiamme mi arrostiscano per bene. Se si sparge sangue, non importa a nessuno. Solleva i calici insieme ai tuoi amici ed osserva come giaccio, inerme e trafitto. Dentro quel calore dolciastro, desiderato fino a morirne, sento la solitudine delle vostre mancanze, delle cose non dette non fatte, della metà del guado. 
Le Tre Marie se ne stanno in disparte, una medita, l’altra fa il tifo, la terza si annoia. Il Padre sta seduto e la Madre piange. Attorno al fuoco saltella il Gatto. Penombra con bagliori giallastri, sguardi velati di vino.
(Ce l’hai grosso e ce n’è per tutti. “Io sono piccolo”, ho detto sempre, e adesso non ce n’è più per nessuno).

3 commenti:

  1. cazzo milk! questo post è figo da morire..
    bravo!

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  2. Grazie cari. Speriamo che le fiamme si spengano presto, a questo punto.

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